Secondo la classificazione del DSM IV esiste una macro-categoria denominata "Disturbi d'Ansia" che comprende 6 principali
disturbi: Disturbo da Attacchi di panico, Fobie, Disturbo d'Ansia Generalizzato, Disturbo Ossessivo-Compulsivo, Disturbo Post-Traumatico da
Stress e Disturbo Acuto da Stress.
Tuttavia da un punto di vista Strategico-Costruttivista, parlare di disturbo d'ansia non è propriamente corretto, anzi è
fuorviante, poiché in realtà l'ansia è la reazione psicofisiologica della paura.
In sostanza, è più corretto parlare di disturbi
fobico-ossessivi perché tutto parte dalla percezione di paura, che scatena delle emozioni (apprensione, preoccupazione,
insicurezza, ecc.), che a loro volta innescano la reazione psicofisiologica di ansia (aumento del battito cardiaco, sudorazione, senso di
vertigine, tremore, ecc.).
Una volta che questo meccanismo diventa patologico si crea un circolo vizioso per cui la paura scatena l'ansia e, viceversa, l'ansia
aumenta la paura fino a che entrambe diventano al contempo sia causa che effetto.
Il grosso limite delle cure farmacologiche ansiolitiche è dunque quello di sedare l'ansia, ma di non avere alcun effetto sulla
percezione di paura, per cui spesso, anche dopo un miglioramento iniziale, il problema si ripropone perché non è stato
risolto alla base.
In realtà, un'adeguata terapia di tutti quelli che vengono classificati come "disturbi d'ansia" prevede la risoluzione
del disturbo fobico, e quindi della percezione di paura, che avrà come effetto l'interruzione della reazione psicofisiologica di
ansia.
In un'ottica strategica si parla quindi di "paura patologica" e di "disturbi fobico-ossessivi" nelle varie forme
che possono assumere e di conseguenza l'intervento terapeutico è indirizzato alla risoluzione del disturbo fobico che è alla
base del problema.
Disturbi d'ansia - Forlì Ravenna Cesena: Contatta il dott. Molari