Depressione - Rimini Ravenna Cesena Forlì

"Gli uomini, quando sono tristi, si limitano a piangere sulla propria situazione. Quando si arrabbiano, allora si danno da fare per cambiare le cose" Malcolm X

La parola "depressione" è molto usata nel linguaggio comune così come in quello della psicologia clinica, tuttavia spesso dà adito a incomprensioni e significati differenti.

Dal punto di vista della psichiatria e della psicologia clinica, la depressione appartiene, insieme al disturbo maniacale e al disturbo bipolare, alla categoria dei disturbi dell'umore.

Gli studi empirici condotti attraverso l'approccio strategico-costruttivista, hanno però evidenziato che la diagnosi di depressione (anche nel caso di quella bipolare) è decisamente abusata, poiché in alcuni casi si tratta di reazioni depressive ad eventi di vita (lutti, abbandoni, traumi, ecc.) mentre nella maggioranza delle situazioni, l'effetto depressivo è una conseguenza di altri disturbi o problemi psicologici.

In sostanza, è stato possibile verificare che gran parte dei problemi diagnosticati come depressioni sono in realtà reazioni depressive conseguenti a disturbi fobico-ossessivi (attacchi di panico, ossessioni, fobie), disturbi di tipo paranoico, e problemi relazionali di vario tipo.

Partendo da questa evidenza empirica, diventa fondamentale lavorare sul problema o il disturbo che sta alla base della reazione depressiva.
Ad esempio, un soggetto che ha una modalità disfunzionale di relazionarsi con gli altri tende a costruire legami difficili e fallimentari, che lo portano a vivere sensazioni di rifiuto e possono portarlo a sviluppare sentimenti e vissuti di tristezza e profonda frustrazione.

In questo caso, spesso l'effetto inevitabile è quello depressivo, ma l'unico modo per risolvere il problema è lavorare sulle modalità relazionali.

Non è un caso quindi che le cure farmacologiche antidepressive spesso non riescano a risolvere il problema o, anzi, tendano a cronicizzarlo.
Il motivo è molto semplice: i farmaci alzano il tono dell'umore "chimicamente" ma non cambiano le modalità di percepire, reagire e relazionarsi con se stessi, gli altri e il mondo circostante.

Da un punto di vista strategico, è invece possibile parlare di depressione quando siano presenti le tentate soluzioni persistenti di rinuncia e delega agli altri da parte dei soggetti, che assumono così una posizione vittimistica.

Come avviene per gran parte dei disturbi, anche per la depressione l'intervento di tipo strategico si avvale di ristrutturazioni, manovre suggestive e prescrizioni dirette, indirette o paradossali.

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