"L'unica cosa a cui non posso resistere sono le tentazioni" Oscar Wilde
La Bulimia è un disturbo caratterizzato dalla compulsione irrefrenabile a mangiare in quantità enormi, non dettato
dalla fame quanto dal desiderio sfrenato della consumazione di cibo.
Gli studi empirici condotti presso il Centro di Terapia Strategica di Arezzo hanno mostrato che quella che in letteratura viene definita
"bulimia nervosa", ed è caratterizzata dalla presenza del vomito autoindotto, in realtà presenta
caratteristiche di persistenza peculiari che ne fanno un disturbo a sé, per cui è stata riclassificata da noi come
"Sindrome da Vomito" o "Vomiting".
Nella prospettiva strategica si parla dunque di Bulimia solo quando siano presenti abbuffate di cibo, con eventuali condotte di
eliminazione quali l'uso di lassativi e/o diuretici ed attività fisica eccessiva, ma non il vomito.
Gli studi sopracitati hanno altresì permesso di identificare 3 principali tipologie di bulimia:
Bulimia Boteriana: comprende quei soggetti che negli anni sono ingrassati a tal punto da ricordare i personaggi dei quadri
del celebre pittore colombiano Fernando Botero.
Si tratta di soggetti di solito "ego sintonici", ovvero che si sono adattati al proprio problema e che giungono in terapia
perché costretti dal medico e/o dal dietologo per via di problemi di salute dipendenti dall'eccesso di peso.
Bulimia da effetto "carciofo": comprende quei soggetti per cui l'eccesso di peso e la battaglia col cibo
rappresenta una specie di protezione da problemi affettivi e relazionali, poiché, rendendoli meno gradevoli di quello che potrebbero
essere, "permette" loro di orientare l'attenzione sul cibo e non su altri problemi.
Bulimia jo jo: comprende quei soggetti che alternano periodi di dieta, dove riescono a perdere i chili di troppo, a periodi in
cui perdono il controllo sul cibo e riprendono tutti i chili con gli interessi.
Questi soggetti alternano momenti di grande fiducia nelle proprie capacità a momenti di scarsa autostima, per cui l'umore è
fortemente condizionato dal rapporto con il cibo.
L'intervento terapeutico strategico di questi disordini prevede strategie differenti a seconda della tipologia di bulimia.
Anche nel caso della bulimia è necessario intervenire attraverso l'utilizzo di stratagemmi terapeutici che conducano allo sblocco
del circolo vizioso poiché, seppur la maggior parte di questi soggetti sia collaborativa, non è in grado di interrompere
razionalmente le proprie modalità disfunzionali.
In generale, la ricerca sull'efficacia dei trattamenti ha mostrato che circa il 91% dei casi trattati è stato portato a
piena risoluzione.
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