Giorgio Nardone, Paul Watzlawick e la Scuola di Palo
"In questo mondo di immagini, da noi stessi creato, inventiamo noi stessi come unità,
come ciò che rimane costante nel cambiamento" Friedrich Nietzsche, Frammenti postumi
CHE COS'è
La Terapia Strategica può essere definita un intervento breve e focale (al di sotto delle 20 sedute)che mira all'estinzione del
disturbo presentato dal paziente.
Si tratta di un intervento non sintomatico, bensì radicale, poiché mira a rendere più funzionali
le modalità che il soggetto adotta nel percepire la propria realtà e di reagirvi.
Per fare ciò, l'intervento clinico non prevede la ricerca dei "perché" nel tentativo di svelare
le cause originarie del problema, ma si concentra sulla persistenza, vale a dire su "come"
il problema funziona nel presente e sulle strategie da adottare per modificarlo.
COME FUNZIONA
La caratteristica fondamentale che la distingue la Terapia Strategica da tutte le altre psicoterapie
è l'utilizzo di stratagemmi nella pratica clinica.
Da un punto di vista operativo, infatti, il problem solving strategico si avvale,
come principale veicolo di cambiamento, di ingiunzioni, suggestioni, artifici comunicativi,
retorica della persuasione e prescrizioni dirette, indirette o paradossali.
Gli stratagemmi terapeutici sono veri e propri tipi di "benefico trucco" che conducono
la persona a fare concrete esperienze di superamento o estinzione del problema o del disturbo
senza che questa ne sia consapevole.
Solo ad esperienza fatta giunge la consapevolezza, quando cioè la persona ha avuto l'inequivocabile
dimostrazione di aver attivato le proprie risorse e sbloccato la patologia.
In questo modo, è possibile aggirare rapidamente la resistenza della persona e ottenere risultati in tempi brevi.
Tale costrutto inverte completamente la metodologia della maggioranza delle terapie,
che al contrario partono dall'idea che le persone devono diventare consapevoli delle cause dei problemi
o della struttura dei problemi per poi affrontarli.