Gli esami non finiscono mai

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Per molte migliaia di studenti si stanno avvicinando gli esami di maturità, una prova che al giorno d'oggi buona parte dei giovani del nostro paese prima o poi deve affrontare.


Nell'ottica degli allievi, la maturità è una sorta di spada di Damocle che incombe sulle loro teste per un anno intero, una "condanna" che li sottopone ad un notevole stress per tutta la fase di preparazione e di superamento. E come dar loro torto !


Tuttavia da un punto di vista psicologico gli esami di maturità, e tutti gli esami in generale, sono molto utili perché permettono ai giovani di vivere l'esperienza di sottoporsi a varie difficoltà di organizzazione e di gestione dell'ansia e dello stress.


Inoltre, la maturità è uno dei pochi riti di passaggio istituzionali che la nostra società conserva; rituali sociali che numerosi studiosi ritengono fondamentali per scandire le fasi della vita degli individui.


Purtroppo circolano ancora alcune teorie pedagogiche nefaste, secondo le quali le persone, soprattutto i giovani, non debbano vivere esperienze stressanti e difficili da superare per evitare possibili traumi, che poi sarebbero alla base di futuri problemi psicologici. In realtà, è proprio attraverso l'esperienza di superamento degli ostacoli e delle difficoltà che gli adolescenti (e anche gli adulti !) costruiscono la fiducia nelle proprie capacità e strutturano un sano equilibrio psicologico.


Ben vengano dunque gli esami con un giusto carico di stress e di difficoltà, che però aiutano i ragazzi a sviluppare capacità che utilizzeranno in futuro per affrontare colloqui di lavoro, esami universitari, varie prove lavorative e sociali.


Ben venga altresì che ognuno rispetti il proprio ruolo, ovvero che gli studenti digeriscano male questa prova, o addirittura la maledicano, e che invece la scuola e gli adulti ne sostengano l'utilità.


Detto ciò, non si può negare che alcuni vivano molto male lo stress e l'ansia dell'esame; di solito queste persone risultano oltremodo apprensive perché investono eccessivamente sul significato del risultato.


A questo proposito, ricordo ai tempi dell'università un docente molto rigoroso, che però ripeteva un concetto che molti allievi e qualche professore spesso dimenticano o addirittura ignorano, ovvero che il voto ad un esame non è un voto alla persona, ma alla prestazione perciò, bene o male che vada, non deve essere così importante nella considerazione di se stessi ! ....naturalmente tutto ciò risulta chiaro solo dopo aver superato l'esame !

Gli esami non finiscono mai
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